L’agricoltura biologica/naturale con cui ora si coltiva,
NON é assolutamente “come coltivavano i nostri nonni”!

nuova agricoltura biologica-vecchie tecniche e nuovi saperi

Vediamo il perché in questo articolo…

Il nuovo modo di coltivare biologico.

Durante i nostri corsi noi tendiamo a porre l’attenzione su questo tema, che pare ovvio, ma ai più, ovvio non é.
Coltivare nel 2000, non é come coltivare nel 1900 o nei secoli precedenti.
La SCIENZA, la TECNOLOGIA hanno fatto passi da gigante e hanno spiegato e migliorato molto le tecniche di coltivazione, sebbene semplici.
Anche solo il metodo che noi insegnamo, deriva da diversi studi, a partire dallo zoccolo duro del Biointesivo Californiano (anch’esso derivato dall’approfondimento di antiche tecniche di coltivazione di tutto il mondo e sviluppi ottocenteschi francesi della prima agricoltura biologica), poi con influenze biosinergiche, biodinamiche, agricoltura organica rigeneratica ecc…
tutti studi che sono stati perfezionati ed arricchiti soprattutto negli ultimi decenni.
Si dovevano trovare risposte ai grossi limiti dell’agricoltura industriale sviluppatasi nei primi del Novecento.

agricoltura- da padre in figlio

LA NUOVA AGRICOLTURA BIOLOGICA- Lo sviluppo dell’agrobiodiversità

Oltre che a conservare antichi saperi e tecniche,
la nuova agricoltura biologica trova soluzioni con nuove scoperte scientifiche e tecnologie per avere grandi rese
con poco lavoro e molto rispetto della Natura.

In questi ultimi anni si sta molto lavorando per migliorare le rese di antiche colture locali di diversi tipi di piante, soprattutto quelle molto diffuse al mondo come Grano, Mais, Riso e Legumi vari.
L’ agricoltura industriale crea grossi quantitativi di prodotti, ma li standardizza in tutto il mondo. Questa uniformità ha creato forti problemi sia di rese che di inquinamento. Perchè?
Perché le piante sono sessili, cioé sono aggrappate al suolo e non si muovono come gli Uomini o gli animali, quindi per continuare a sopravvivere devono adattarsi al clima, al terreno. Ogni pianta per millenni ha sviluppato un suo modo di vivere in quel dato habitat e, se arrivata fino a noi, significa che é molto resistente in quel dato habitat.
Una pianta che viene da tutt’altre parti del mondo, avrà bisogno di molti anni per adattarsi al nostro clima e suolo, forse millenni. Noi Uomini abbiamo trovato nella chimica e nella genetica la soluzione temporanea a questi problemi. Geni modificati in laboratorio, carrettate di fertilizzanti e tonnellate di pesticidi le rendono forti a qualsiasi clima.
Tutto questo si discosta fortemente dalla Natura ed é pericoloso. I geni modificati non si sa cosa possono creare in futuro e per il momento, invece, é certo che l’uso massiccio della chimica ha creato inquinamento al suolo, nell’aria, nelle falde acquifere. I PRODOTTI CHIMICI CHE SI INSERISCONO NELLA TERRA NON SI LAVANO CON LA PIOGGIA O L’ACQUA, come tanti pensano. FINISCONO PRIMA O POI NEL NOSTRO PIATTO E NEL NOSTRO BICCHIERE D’ACQUA, continuiamo a ripeterlo.
Quali soluzioni invece sta trovando la nuova agricoltura biologica?

Nuove soluzioni naturali

L’agricoltura naturale odierna trova la soluzione nel riprendere antichi semi, favorendo la biodiversità e migliorandone con incroci naturali le caratteristiche. Niente laboratori chimici.
Questi nuovi incroci, queste nuove popolazioni locali evolutive di piante, hanno numerosi vantaggi.

  • incroci di colture locali– semi antichi più forti ed adatti a clima e terreno che incrociandosi fra loro, aumentano le loro caratteristiche
  • scelta di diversi tipi dello stesso tipo di pianta del luogo: la biodiversità é sinonimo di colture resistenti
  • colture con maggior capacità di evolversi ed adattarsi più velocemente al luogo che conoscono
  • colture che hanno bisogno di meno concime e trattamenti, perché più adatte e forti e si ammalano meno
  • piante del luogo che hanno rese costanti nel tempo e con un uso di compost adatto , con rispetto del suolo, hanno rese che aumentano nel tempo
  • studio del compost più adatto e del suolo per equilibrare quantità e qualità dei nutrimenti per rendere più produttiva la terra e più sana
  • i frutti di queste colture sono prodotti migliorati in modo naturale con un miglior profilo nutrizionale
  • la biodiversità, secondo studi recenti, ha importanza nell’ allontanare diverse malattie infiammatorie ora molto più diffuse di prima, che rendono fragile il nostro sistema immunitario e che influenzano la nostra salute prisco fisica. Il nostro intestino é un altro cervello che se maltrattato può dar luogo a malattie croniche e degenerative pericolose. La flora intestinale deve essere sempre nutrita con diversi sani cibi.
  • uso di antiche tecniche rurali, quali le rotazioni, semine vicine, pacciamatura, consociazioni ecc… per mantenere sempre coperto, nutrito ed equilibrato il terreno
biodiversità in agricoltura e benessere psicofisico


Una vecchia agricoltura di sostentamento.

I nostri avi, di generazione e generazione, coltivavano per sfamarsi, dando al proprietario terriero di turno una parte dei suoi prodotti in cambio di protezione e altri servizi (pensiamo ai contadini medievali). I contadini avevano un’economia di sostentamento però dovevano avere rese alte dai loro campi, per poter riempire tante pance, anche quella del ricco possidente. Ma allora come coltivavano?
Coltivavano con semplici strumenti e senza conoscere o domandarsi su ciò che le piante ed il suolo avessero bisogno per produrre di più e meglio. Si faceva come era stato insegnato dal padre, dal nonno, dal nonno del nonno e così via.
Le rese erano veramente basse. Era, appunto, una semplice economia di sostentamento.
Bisogna aspettare fine Settecento e lo sviluppo delle scienze per avere i primi scienziati interessati a migliorare le rese agricole. Ecco allora, studiosi in giro per il mondo ad approfondire antiche tecniche di coltivazione di successo, nuovi ammendanti, concimi per poter avere di più da quella terra sempre poco produttiva.

Nuovo approccio in agricoltura del Novecento.

agricoltura- nuovi concimi del Novecento- isole peruviane del Guano del Cormorano

Guerre, pestilenze, forme di feudalesimo sopravvissute (soprattutto nel sud Italia) erano piaghe per un’agricoltura produttiva.
C’era quindi bisogno di un altro tipo di approccio nelle coltivazioni, molto più scientifico e non solo di sostentamento.
Si cercarono nuove tecniche, si svilupparono nuovi tipi di macchinari sia per coltivare che per conservare a lungo i prodotti raccolti (é nel Settecento che in Francia si inventò la macchina per separare il chicco di grano integrale dal suo involucro, noto come “pula”).
Si cercarono sostanze naturali nel mondo e chimiche nelle prime fabbriche, per migliorare la rese agricole. Abbiamo parlato tempo fa in un post della nostra pagina Facebook, del Guano del Perù, un potente concime che fece la fortuna di quel paese proprio nel 1800. Lo stesso Cavour pare lo utilizzasse nella sua tenuta di famiglia a Vercelli, con ottimi risultati.
Il conte viaggiava spesso ed era sempre incuriosito dai nuovi successi in agricoltura con nuove tecniche e nuovi fertilizzanti in Gran Bretagna, Francia. Era, infatti un uomo moderno per i suoi tempi. A noi adesso pare una cosa ovvia, ma al tempo fu deriso e preso per nobile stravagante che voleva fare il Lord inglese di campagna !
Era un’altra epoca…

agricoltura-nuovi macchinari del Novecento

La Rivoluzione Verde del Novecento- esodo epocale

La Rivoluzione Verde fu l’arrivo dell’agricoltura industriale, di massa in Italia, con uso di sostanze chimiche e nuovi macchinari sempre più sofisticati e dispendiosi.
E coltivare divenne costoso!
L’avvento dell’industria e lo sviluppo delle città creò un vero e proprio esodo verso le nuove metropoli in fermento, che offrivano un vita ed un lavoro migliore. Stare in campagna, in montagna, richiedeva molto impegno e fatica.
L’esodo dei lavoratori si ebbe non solo per migliori condizioni di vita in città e per il miraggio di un lavoro più redditizio nelle fabbriche, uffici e negozi, ma anche perché erano migliori le condizioni previdenziali in quelle attività, che invece ancora non esistevano nei lavori in campagna o erano ridottissime.
L’esodo si ebbe anche da parte di numerosi proprietari terrieri attirati dalle città per maggiori prospettive di guadagno (una qualsiasi azienda agricola anche ben avviata a quel tempo dava minor reddito anche di un semplice lavoro in fabbrica), con un lavoro meno faticoso. Essendoci poi stato un esodo massiccio di braccianti, la mancanza di manodopera portava all’abbandono anche da parte dei possidenti, che non potevano permettersi di lavorare ettari ed ettari da soli.

Cambiamento epocale nell’agricoltura del dopo guerra.

I lavoratori della terra che rimasero in campagna e montagna dopo l’avvento dell’industria dovettero per forza adeguarsi alla scarsità di manodopera con l’acquisto di pesanti macchinari. L’avvento della meccanizzazione nel lavoro agricolo portò già negli anni Sessanta ad un risparmio del 50% di manodopera. Si iniziò anche a produrre prodotti standard (per esempio un solo tipo di grano produttivo) e di conseguenza un massiccio uso di fertilizzanti e pesticidi chimici.
Fu un cambiamento epocale: l’avvento dell’industria, l’abbondono delle terre, lo sviluppo delle città lo vediamo ancor oggi. Ora la finanza ed i servizi stanno prendendo il posto dell’industria, ma il cambiamento é ancora in atto.
Questi cambiamenti portarono vantaggi e benessere, ma come ogni fenomeno, hanno un risvolto anche negativo: inquinamento e disoccupazione cronica.

Il distacco dalla realtà-inquinamento

agricoltura industriale ed industria- distacco dalla Natura

Il completo distacco dalla realtà naturale dato dall’ industria e dall’agricoltura industriale, ha portato l’Uomo a sfruttare in modo indiscriminato risorse a sua disposizione e all’inquinamento. L’agricoltura tradizionale contadina insegna che tutto è economia circolare, che tutto deve essere rispettato altrimenti prima o poi finisce nel nostro piatto e/o nel nostro bicchiere d’acqua.
Lavorare nelle fabbriche o sopra grossi nuovi fiammanti tecnologici macchinari agricoli non permettono il contatto con il suolo, acqua, aria, piante, non creano il legame di rispetto e cura di cui hanno bisogno. La terra, le piante, il cibo…tutto é merce di mercato.
Se avessero proposto ad un antico contadino di inserire strane polveri o sostanze nella terra che coltivava e di cui mangiava i frutti per avere di più, probabilmente avrebbe rifiutato.
Veleno. No, grazie.
L’agricoltura industriale, abbiamo già visto in un precedente articolo, ha come fine la massimizzazione del profitto, standardizzando tecniche e prodotti, in modo da creare quantità da immettere sul mercato a prezzi competitivi, a discapito di molte cose, primo fra tutti la Natura e la Nostra Salute.
Ora ne paghiamo le conseguenze. Inquiniamo direttamente o indirettamente perché non ci rendiamo più conto che immettiamo nell’ambiente e nel nostro nutrimento del veleno.
Non abbiamo più un vero e diretto contatto su come si crea il nostro cibo.

La nuova agricoltura crea lavoro

Coltivare biologico o comunque in modo naturale ora, ha bisogno non solo di braccia, ma anche di testa, di conoscenza. Il contadino di oggi é molto più consapevole di ciò che fa ogni giorno al suolo e alle piante, che l’antico contadino che lo faceva per sostentamento o per tradizione famigliare.
Noi siamo sempre convinti di insegnare un’agricoltura semplice naturale, semplice nei nostri corsi, che non ha bisogno di certificati o diplomi. TUTTI IMPARANO A COLTIVARE E AD AUTOPRODURSI CIBO, CONCIME, ANTIPARASSITARI ECC…,ma si devono apprendere prima quelle poche nozioni SU COME MADRE NATURA OPERA SULLA TERRA E LE PIANTE.
Sono poche informazioni importanti e basilari, ma sono SEMPLICI DA IMPARARE E ACCESSIBILI A TUTTI, senza distinzione di età o istruzione!
Non serve essere periti o dottori per coltivare il proprio pezzo di terra, ma si deve essere coscienti di ciò che si fa, per evitare di mangiare cibo tossico, per evitare di inquinare la terra solo per avere rese.
Questo nuovo modo di coltivare biologico crea nuovi posti di lavoro, non solo braccianti, ma contadini esperti di diversi tipi di colture biologiche, permacultura, biodiversità e rigenerazione dei suoli. Basta avere volontà, impegno e farsi un pò di esperienza sul campo, magari con un bel progetto di Wwoffing, cioé di volontari nelle aziende agricole!

L’ AGRICOLTURA BIOLOGICA HA RESE UGUALI E MAGGIORI NEL TEMPO
DI QUELLA INDUSTRIALE

agricoltura- il nostro orto bio

Noi coltiviamo, abbiamo imparato da coltivatori esperti, abbiamo colleghi che coltivano da anni in modo naturale, biologico.
Tutti dicono la stessa cosa: in agricoltura biologica le rese non sono basse, le RESE AUMENTANO NEL TEMPO, IN MODO ESPONENZIALE. Leggere da varie fonti che le rese del biologico sono basse perché non si usano utili concimi chimici, é fuorviante.
Suolo e piante trattate in modo naturale sono molto resistenti a cambiamenti climatici e a parassiti e malattie. Questa resilienza non é neanche lontanamente paragonabile a quella di piante e terra trattate chimicamente.
Le tempeste creano 20-30% in meno di danni in letti coltivati in modo naturale, le rese dell’agricoltura industriale si stanno abbassando ovunque, la domanda di prodotti biologici sta aumentando in tutto il mondo. Sempre più agricoltori si rivolgono al biologico per abbattere i costi e aumentare la produttività dei loro campi, maltrattati troppo a lungo da costosi prodotti chimici ed esosi macchinari da mantenere.

bimbi felici in un campo biologico

Notizie positive sul fronte biologico

Tutte queste notizie che Vi abbiamo scritto, sono notizie positive e le troverete in molte fonti Internet e ogni tanto anche sulla nostra pagina Facebook. Continuate a seguirci!
C’è maggior consapevolezza nelle persone che LA SALUTE DIPENDE DAL CIBO, DALL’ AMBIENTE, DALLA QUALITÀ DELLA NOSTRA VITA. Sempre più bambini sono coscienti di questo, di più dei loro genitori, per fortuna.
É inutile allungare il tempo della nostra esistenza se poi qualitativamente non é buona.

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