Il Suolo maltrattato e non protetto
crea disastri ambientali

disastri ambientali-alberi e suolo morto

Suoli erosi e non pacciamati creano disastri, distruzione, fame, miseria.

Abbiamo già parlato dell’importanza del trattare bene un suolo, proteggerlo, nutrirlo, lavorarlo in modo adatto per non disturbare il lavoro di Madre Natura.
Ma spesso noi Uomini ci dimentichiamo chi siamo e dove viviamo e troviamo un modo veloce di far soldi a discapito della nostra stessa vita e salute.
Rispettare l’ambiente, significa sopravvivere sulla Terra.
Se non lo rispettiamo, avremo presto un disastro ambientale con conseguenti distruzioni, fame e miseria.

Disastri ambientali in diverse parti del mondo ed in diverse epoche

disastri ambientali creano miseria

Qui di seguito presentiamo due disastri ambientali in due diverse parti del mondo, causati dalla dissennata gestione della terra, sfruttata, maltrattata ed erosa.

INDONESIA-anni Novanta

Negli anni Novanta del Novecento, il presidente indonesiano in carica voleva evitare che il suo paese importasse dall’esterno grandi quantità di riso, come avveniva fino ad allora (e come avviene tutt’oggi). Il riso è alla base della dieta indonesiana e le importazioni costavano molto nella bilancia dei pagamenti del paese.
Cercò una soluzione e pensò di usare un milione di ettari di foresta pluviale che non era mai stata coltivata, trasformandola in fertili campi coltivati a risaie. Voleva creare un prodotto a km 0 per non dover importare più il cibo principale della sua popolazione.
Iniziò la deforestazione di quegli splendidi luoghi che oltre che togliere la casa a migliaia di persone e deturpare il territorio e uccidere gran parte della flora e della fauna locale, creò un disastro ambientale tuttora presente.

Come é oggi la situazione in questo paese?

disastri ambientali in Indonesia

A tutt’oggi l’Indonesia è uno dei maggiori “produttori” terzo di gas serra, proprio a causa degli incendi forestali.
Solo poche ONG locali cercano di riparare a questo disastro, ma è come mettere una pezza in un foro troppo grande.
Le comunità locali, ora, senza casa e lavoro, si danno al disboscamento illegale peggiorando le cose.
Tutto questo disastro ha portato solo distruzione, fame, miseria.
Perché avvenne? Avenne perché furono costruiti canali per drenare le paludi, ma il suolo acido di quelle zone, dopo esser stato prosciugato, collassò e si ossidò rilasciando acidi tossici nell’aria e nell’acqua. Il suolo si compattò e divenne, non solo impossibile coltivarci, ma anche viverci.
Ora, quei luoghi prima così verdi e rigogliosi, sono allagati a monsoni e incendiati dal caldo torrido, portando anidride carbonica nell’aria che si espande anche nei territori circostanti.

USA-anni Trenta

Dust Bowl anni Trenta in USA: disastri ambientali

Un fenomeno di grave sfruttamento dei terreni agricoli, con troppe arature, stagioni siccitose, allevamenti intensivi, vento forte e disboscamento provocò il disastro ambientale negli USA negli anni Trenta del secolo scorso, chiamato Dust Bowl.
In meno di 50 anni il paesaggio da rigoglioso e verde si trasformò in campi sterili e polverosi, tramite devastazioni, incendi e disboscamenti operati dagli statunitensi in stati quali Oklahoma, Dakota ecc…
Questa catastrofe ambientale fu data dall’atteggiamento del capitalismo, imperialista di sfruttare la terra e tutto ciò che potesse dare, senza curarsene. Niente ottica ecologica, ambientalista.
La polvere rosso gialla iniziò ad essere trasportata col vento dalle pianure verso la costa est e oltre. Ci furono numerose tempeste di sabbia e polvere che veniva dai campi aridi, perché troppo sfruttati.
Quando fu analizzata la polvere, conteneva materiale organico (humus/compost) ed azoto 10 volte superiore alla media.

Come é oggi la situazione in questo paese?

Secondo i dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli USA, ancora il 99% delle terre sono coltivate in modo intensivo, con macchinari, agenti chimici e monocolture.
La domanda di prodotti biologici aumenta ogni giorno di più e sempre più paesi statunitensi si votano all’agricoltura biologica.
La California é uno dei paesi che ha investito di più nel settore biologico. É un paese con gravi problemi ambientali e negli ultimi anni ha sostenuto una politica ambientalista, infatti è ora leader nella riduzione dei gas serra e promuove una normativa “verde”, anche con uso di nuove tecnologie ecologiche.

Torbe, Anmoor, Moor, Moder, Mull: cosa sono e il loro valore per evitare i disastri ambientali

Dai ristagni di acqua si possono creare delle Torbe ed Anmoor con Ph acido (intorno al 4) e carenza spiccata di calcio.
Dalle foreste soprattutto di suolo acido come quello delle conifere si creano Moor, Moder, Mull acidi, dove non è possibile coltivare perché il rapporto fra Carbonio ed Azoto e squilibrato.
Situazione diversa invece i prati già lavorati dalle piante spontanee che creano suoli coltivabili con rapporto equilibrato fra carbonio ed azoto.
Disboscare una foresta per poi coltivarci subito, non è dunque sempre una buona idea.
Le piante spontanee sono l’anello di congiunzione fra i due stadi. Esse sono pioniere, sono le prime che coprono una terra nuda, lavorandola e rilasciando nutrienti al tempo stesso. Così la cambiano, cambiano composizione e struttura.
Se osserverete bene, in Natura, non vi sono terre nude. Sono sempre coperte da piante, brughiere, muschi, foglie secche, sottobosco (humus/compost) ecc…Il terreno in questo modo si equilibra e si arricchisce.

torbiere naturali

Un suolo coperto è
un suolo protetto, equilibrato, vivo e sano.

Elementi di erosione e disturbo per il nostro orto

Facciamo un esempio di comuni elementi naturali da gestire quando si coltiva: acqua e vento.
L’OSSERVAZIONE DEL PROPRIO CAMPO aiuta a proteggerlo e migliorarlo.
Guardiamo dove ristagna o fluisce l’acqua dopo abbondanti piogge e cerchiamo di cambiare i dislivelli. Se questo non fosse possibile, pensiamo a come usare i ristagni per creare piccoli invasi d’acqua, cioè stagni dove possono crescere alcuni particolari tipi di erbe (per esempio il Crescione) e abitati da animali utili (per esempio Salamandre o Rospi).
Su alcuni dislivelli sarà utile piantare alberi, arbusti o diversi tipi di piante che frenano e spezzano il flusso dell’acqua. Pacciamare i declivi, aiuta anch’esso a rallentare il flusso.
Ma se il nostro campo è battuto dal vento?
I campi soggetti a forte vento, in pianura o in luoghi dove non esistono più molte barriere naturali (a causa per esempio di deforestazioni), devono essere protetti per mantenere terre fertili.
I botanici ci dicono che le piante che sono soggette a troppo vento, non si sviluppano in modo florido,ma rimangono sempre basse e/o sottili.
Anche in questo caso si possono creare strutture frangivento, piantare alberi o arbusti per spezzare la forza dei venti. Scegliere colture che si sviluppano basse (per esempio alcuni tipi di Radicchio) sarà una scelta vincente.

Quindi alla fine una soluzione c’è:
nutrire il nostro suolo, trattarlo con rispetto e proteggerlo,

aiuterà a combattere l’erosione del suolo nel nostro campo.

Oltre che lavorare in modo da non disturbare il suolo, oltre che concimarlo, dobbiamo anche proteggere la terra coltivata (e le colture seminate o trapiantate).
Un adeguato strato di pacciamatura naturale risolve in un colpo solo tutti i problemi.
Questo strato naturale protettivo sarà l’hanitat naturale di migliaia di animali utilissimi. Se la terra fosse nuda, come nell’agricoltura industriale, gli animali scapperebbero in luoghi più adatti, in posti più…naturali…appunto.
Gli animali scavano, scambiano nutrienti con le piante, nutrono le piante stesse e arricchiscono di prezioso sostanze la terra intorno ad essa. Alcuni insetti proteggono il luogo dove vivono con la loro famiglia/clan e così facendo proteggono anche le coltivazioni da attacchi esterni.
La pacciamatura li attira e gli dà una casa.

Durante le nostre lezioni, vi daremo consigli per proteggere al meglio il vostro orto e/o giardino dagli agenti atmosferici.

Quindi, in sostanza, la buona gestione della terra e il mantenimento della sua fertilità la difendono dall’azione erosiva.

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