SE-MI LIBERO

SEMINARE in LIBERA-MENTE, SEMINARE VITA

Se-mi libero di tutti i preconcetti falsi che in questi ultimi ottant’anni sono stati inculcati in modo martellante, subdolo e coercitivo, posso seminare e mangiare libera-mente, con mente libera senza avvelenare me e la mia terra.
E’ da questo pensiero che nasce il nostro intento di conservare semi fuori mercato, alcuni antichi, alcuni più rari, altri semplicemente di piante che non sono economicamente produttive.

Il nostro intento è di essere custodi della biodiversità sul nostro territorio e lo facciamo coltivando, scambiando semi con altri coltivatori, tenendo nel nostro piccolo archivio i semi in condizioni a loro favorevoli per una futura germinazione.
Ogni seme ha al suo interno, nel suo nucleo, una minuscola pianta già formata con radici, fusto e foglie come un feto nel grembo materno. Il nostro obiettivo è preservarlo nel tempo per far sì che prima o poi quella pianta cresca nella terra adatta e dia altri semi.
Dalla Prima Guerra Mondiale in poi, lentamente, la chimica e le logiche puramente di mercato sono entrate in modo preponderante nell’agricoltura, stravolgendola con la mera scusa di produrre maggiori quantità per sfamare sempre più gente.
Dopo un secolo, noi posteri osserviamo i danni della Rivoluzione Verde, una strategia miope ed egoista volta solo ai profitti che ha creato monopoli di sementi, danni ambientali, nuove epidemie (malattie cardiache, tumori, malattie degenerative, obesità, diabete eccetera) e sterilità del genere umano insieme alla Rivoluzione Industriale.

Ora che è evidente ai nostri occhi che i nostri avi sceglievano tecnologie, concimi, fertilizzanti per stimolare oltre ogni limite Madre Natura e che ora piano piano essa inizia a ribellarsi. Oramai il cibo è diventato semplice merce nella testa delle persone, un riempi pancia dal quale dobbiamo allontanarci velocemente per poter continuare a sopravvivere su questo Pianeta.
A parte l’evidente impatto ambientale, lo sfruttamento incontrollato delle risorse che servono a noi e a tutti gli esseri viventi per vivere, questo lento processo degenerativo ha portato ad affamare sempre più persone, per lo più contadini che hanno dovuto lasciare le loro terre ormai sterili e deserte per vivere ai margini delle società contadini in orrende condizioni, con il conseguente abbandono di interi territori.
Si è creata una sovrappopolazione da una parte e un abbandono dall’altra. Un disequilibrio impossibile da gestire.

Sapevate che mangiate quotidianamente semi sterili (per esempio legumi) e che molte piantine che si comprano per popolare il vostro amato orto o giardino, produrranno semi sterili? Sapevate che la maggior parte dei semi in commercio sono per lo più sterili?
Questo serve a mantenere il monopolio delle sementi in mano pochi produttori.
E cosa sappiamo di molti semi modificati, cresciuti con già a loro interno sostanze chimiche che ingeriamo? Cosa sappiamo sulle conseguenze sul nostro apparato digestivo, sui nostri organi?
Potete non crederci, ma un ragionevole dubbio è sorto già a milioni di persone che hanno scelto la via biologica, quella vera, non quella proposta dalle grandi catene che mirano solo pitturare di verde i loro prodotti chimici, perché è di moda mangiare bio.
Noi “assimiliamo” il cibo che mangiamo, cioè lo rendiamo “simile a noi”, diventa noi. Noi siamo fatti del cibo che abbiamo mangiato. E’ nostro sacrosanto diritto mangiare cibo di qualità con il massimo dei suoi nutrimenti e non plastica bella a vedersi.
Coscientemente se sapere di ingoiare un mix chimico e non vivo, lo fareste?

Il cibo sterile è cibo non vivo. Piante sterili, semi sterili non danno il loro potenziale di sostanze nutritive e questo lo sapevano bene anche i nostri nonni che preferivano mangiare uova fecondate che uova non fecondate.
Noi siamo vivi e dobbiamo mangiare vita, perché lui solo ci dà energia per sopravvivere. Siamo come una batteria che ha sempre bisogno di ricaricarsi, prendendo energia dall’ esterno. Il cibo chimico e sterile non ricarica ed è dannoso.
Spesso ci sentiamo stanchi, gonfi, appesantiti…troppo spesso ci ammaliamo. La cattiva qualità di vita e di cibo è la peggiore epidemia del secolo.
E’ totalmente illogico e dispendioso continuare a comprare semi e piantine ogni anno (come fa la maggior parte delle aziende agricole) quando si ha la possibilità di comprarli una volta sola e prendere i semi per l’anno dopo. I nostri avi ci avrebbero presi per matti! E per stupidi…ma così ci vuole il mercato: poveri stupidi che non pensano, ma comprano.

Seminare vita in libera mente, liberamente, richiede tempo e cura nel saper raccogliere quando i semi sono maturi, nel saper fare semenzai produttivi. Ecco perché insegnamo a farli. I primi tempi sono sconfortanti alle volte, ma mano a mano che si continua, come in tutte le cose, si diventa più bravi e si migliora. Basta avere pazienza ed osservare quelle che piante richiedono per vivere e svilupparsi.
Così era la cultura rurale contadina, quella che ci ha portato qui da dodicimila anni, da quando i nostri progenitori si fermarono dopo le glaciazioni.
I nostri avi contadini hanno sperimentato, osservato, tramandato. Si sono sfamati e hanno sfamato figli e nipoti ed eccoci qui! Non buttiamo via il loro sapere, scegliendo il carrello del supermercato piuttosto che i mercati agricoli locali. Recuperiamo ciò che è la vera ricchezza per i nostri posteri. Bastano pochi vasi e un balconcino al sole, alle volte. Anche solo un davanzale per poter preservare la biodiversità e dare una chance alle nostre Api.

Partecipiamo numerosi agli scambi semi locali prima che tante piante si estinguano.
Biodiversità significa forza. Biodiversità significa proteggere il Pianeta.
Avere in mano dei semi, significa avere il potere su un popolo. Nessuno ci pensa…